Cenni storici dalle sue origini ai giorni nostri

Brembate risulta abitata sin dalle epoche più remote, le tracce di insediamenti sono risalenti al Neolitico. Le origini di questacittadina risalgono quindi ad oltre 2500 anni. Nel 1888-89 (110 anni or sono) fu scoperta una necropoli della prima età del ferro (V° sec. A.C.) composta da ben 40 tombe contenenti numerosi oggetti di ferro (spade, coltelli, ecc.). I Celti d’oltralpe (chiamati poi Galli) scesero sicuramente nella pianura padana prima di 500 anni a.c. ed in una tomba di Brembate è stata infatti rinvenuta una spada di importazione celtica. I primi abitatori vivevano nelle caverne (numerose) sulle sponde del fiume, parte nord. Nel V secolo a.C. era già esistente un insediamento legato al passaggio di una strada preromana sul Brembo, qui facilmente guadabile; l’attuale ponte è sorto su un impianto di origine romanica. Arrivarono poi i Romani che vi costruirono alcuni insediamenti con strade importanti di collegamento con altri centri di un territorio stretto fra i due fiumi: l’Adda ed il Brembo con a nord le colline di avamposto a rilievi più importanti, in un triangolo che verrà poi chiamato “L’Isola Brembana”Vista della chiesetta di San Vittore poi semplicemente “L'Isola”, Brembate ne chiuse la punta meridionale, dove il fiume Brembo confluisce nel fiume Adda. L 'assetto territoriale fra età Romana e Medioevo non pare abbia subito radicali trasformazioni. L'occupazione romana rimase fino al 568 quando vi fu l’invasione dei Longobardi che vi regnò fino al 774. Il territorio circostante il borgo era prato e foresta. L'attività principale era l’agricoltura e la pastorizia. Il borgo Brembate, per la sua posizione geografica dovette costituire una tappa importante per gli scambi commerciali. Nel 300 dopo Cristo era chiamata "Brembati inferior" (località della parte inferiore del Brembo). Dopo i Romani vi furono i Longobardi, popolo germanico dedito alle armi, il cui nome si vuole dovuto all'uso di portare barba e capelli lunghissimi ed una lunga lancia usata in battaglia. La dominazione longobarda durò 206 anni. Primo re fu Alboino ed ultimo Desiderio. Desiderio sconfitto fu chiuso in un convento ed il vincitore Carlo Magno, re dei Franchi, divenne anche Re dei Longobardi (774 d.c.). Con questo avvenimento la storia d’Italia entrò in una nuova fase. Passarono diversi anni in cui vi furono guerre e guerriglie e lunghi momenti di pace tormentati da carestie. Si arriva così agli anni 1000. In questo anno e nei successivi più immediati vi fu una lotta tra le famiglie Colleoni e Sessa ed i loro partigiani. Una zona di insediamenti del territorio che si era sviluppata intorno ad un santuario che era stato eretto sopra le grotte che ospitavano un luogo di culto, che venne denominato "San Vittore". La storia sostiene che qui fu rifugiato il cristiano S. Vittore perseguitato dai Romani. Il primo documento in cui è citato Brembate risale al 962; riguarda possedimenti del re Berengario II e della moglie Villa, esistenti nel territorio del paese. Secondo alcuni storici si deve a Berengario II la costruzione (tra il 950 e il 962) del castello a difesa delle sue proprietà. Alla fine del secolo XII i milanesi ottennero da Federico Barbarossa il castello di Grignano assieme agli altri castelli posti fra l’Adda e l’Oglio, come Casirate, Pagazzano, Calvenzano e Caravaggio. Questo castello passò successivamente in mano ai Visconti, che lo abitarono quale luogo di soggiorno. A Grignano si trovava pure il monastero benedettiano femminile di S. Vincenzo in Limania, presenza documentata nel 1260 e che fu unito nel 1404 al Monastero di S. Tommaso di Almenno San Bartolomeo. Nel periodo medievale Brembate e Grignano (che era dotato del castello anzi cennato, ora completamente scomparso) subirono danni ingenti a causa di battaglie tra guelfi e ghibellini, nonché, essendo posti al confine fra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia, degli scontri fra gli eserciti di questi due Stati. Il 13 maggio 1228 ebbe luogo nei pressi del santuario di S. Vittore una furibonda lotta tra le schiere armate dei Colleoni e quelle dei Secco; queste ultime ebbero la peggio: molti dei loro componenti furono trucidati o scaraventati nel Brembo. Nel 1382 i Suardi, di parte Ghibellina, si impadronirono del castello, che tornò in possesso dei guelfi dopo aspri combattimenti. Nel luglio 1403 ebbe luogo un'incursione dei ghibellini, che devastarono il paese e lo incendiarono. Il 23 gennaio 1404 i guelfi lo riconquistarono facendo prigioniero Simone Tasca e uccidendogli un fratello. Nel 1406 Galeazzo Gonzaga conquistava a sua volta il castello che era tenuto dai Colleoni. Nel 1427 Brembate diventava territorio della Serenissima; non per questo però le sue disgrazie erano finite. Nel 1484 infatti il duca di Calabria, alleato di quello di Milano, invadeva Brembate con le sue milizie e radeva letteralmente al suolo il paese.Ponte vecchio Fu questa 1a più terribile devastazione subita dal borgo nell’arco della sua storia. Assieme a battaglie sanguinose, distruzioni, incendi, ammazzamenti, Brembate dovette sopportare anche, a più riprese, carestie e pestilenze. Un'epidemia di peste si protrasse dal 1348 al 1351; di altre si ha notizia in riferimento agli anni 1361, 1402, 1450, 1468, 1576 e 1630. Nel 1356 il territorio del paese fu invaso dalle cavallette, che distrussero tutte le biade, costringendo i brembatesi alla fame e alla disperazione. Nel 1596 Brembate contava 343 abitanti, dediti quasi tutti all'agricoltura ed alla viticoltura; quelli di Grignano erano 120. Venne ricostruito un ponte tra le sponde e la chiesetta di S. Vittore(1595) sopra la precedente che era stata realizzata nelle grotte sulle sponde del fiume. Il territorio venne chiamato da allora Brembate Sancto Victori. In quel periodo l’agricoltura assunse un ruolo non solo locale, ma anche regionale e si specializzò in alcune colture tra cui il baco da seta con la pianta del gelso, il vino con la vite, il mais, ecc., passando in secondo piano la pastorizia e dunque subentrando le piccole attività (filande, ecc.) e questo fino a quando nel 1870, agli inizi del Nuovo Regno d’Italia. Le filature della seta e del cotone compiono rapidi progressi con la creazione di grandi complessi industriali. Uno di questi sorse ai confini meridionali del territorio di Brembate, nel comune di Capriate, fondato dal nipote di un pioniere dell’industria Benigno Crespi, capostipite di una vera e propria dinastia di industriali cotonieri. Venne costruito un piccolo borgo al confine sud/ovest con Brembate, denominato in onore al suo fondatore "Crespi d'Adda". Questa importante realtà industriale, che andò via via sempre più ampliandosi fino ad avere nel momento di maggiore produttività quasi 3000 operai, fece trasformare la vita di tanti abitanti dell'epoca che, da contadini, pastori, ecc., divennero operai dell'industria.

 

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